Infezioni Ricorrenti

 

Le cistiti ricorrenti sono causate dalla persitenza di un batterio o dalla reinfezione da parte di un altro microrganismo. E’ importante distinguere tra queste due condizioni perché la terapia è diversa. In caso di persistenza batterica la rimozione della fonte di infezione solitamente risolve la patologia. Invece, in caso di infezioni ricorrenti dovute a nuovi microrganismi la terapia profilattica si rivela efficace. L’esame che ci consente di distinguere tra le due condizioni è l’urinocoltura che è in grado di identificare il microrgansimo responsabile dell’infezione. 

Successivamente, se si sospetta la persistenza batterica è bene indagare, con esami radiologici (ecografia, Uro-TC), la presenza di eventuali patologie malformative e/o ostruttive che possono favorire la proliferazione batterica. Qualora, invece, si sospetti come causa una reinfezione da parte di nuovi microrganismi dovrebbe essere ricercata la presenza di fistole vescico-vaginali o vescico-enteriche. 

La rimozione della fonte di infezione, anche chirurgica (come per i calcoli), di solito risolve il problema della persistenza batterica. Così come la riparazione della fistole risolve il problema della reinfezione. In ogni caso la terapia antibiotica deve essere guidata dall’antibiogramma e deve essere prolungata e a dosi piene. 

Nelle infezioni urinarie ricorrenti, inoltre, può essere indicata una profilassi antibiotica a lungo termine o con singola dose dopo rapporto sessuale ove sia identificato un ruolo scatenante.