Tumore della Prostata

 

Il Tumore della Prostata

Il cancro alla prostata è il secondo cancro per prevalenza tra gli uomini. A causa del lento sviluppo questo tipo di cancro viene diagnosticato tardi, di solito durante la terza età. In ogni modo, in alcuni casi, il cancro alla prostata può avere uno sviluppo molto rapido sia in uomini giovani che in uomini più anziani, costituendo una minaccia per la vita del paziente. Ogni anno, solamente negli Stati Uniti, a circa 200.000 uomini viene diagnosticato un cancro alla prostata: di questi un totale di circa 30.000 morirà a causa di questa malattia. Tuttavia, il rischio di morte a causa del cancro alla prostata potrebbe essere notevolmente diminuito, se scoperto nel suo stadio iniziale e curato adeguatamente.


Cos'è la Prostata e il Cancro alla Prostata?

La prostata e’ una ghiandola la cui forma ricorda quella di una noce: è collocata appena sotto la vescica e circonda l’uretra (il condotto che dalla vescica porta fuori l’urina attraverso pene). La sua funzione principale e’ quella di fornire il fluido seminale allo sperma. Durante la vita di un uomo la prostata continua ad ingrandirsi lentamente. L’eccessiva crescita della prostata, chiamata Iperplasia Benigna della Prostata (IBP o BPH), puo’ causare fastidi e persino sintomi dolorosi, ma non costituisce tuttavia un rischio per la vita del paziente.

Il cancro alla prostata e’ lo sviluppo di cellule maligne che manifestano una divisione incontrollata. Inizialmente il cancro si sviluppa all’interno della prostata, ma il suo sviluppo tende ad espandersi invadendo i tessuti circostanti ed altri organi. Potrebbe persino diffondersi attraverso la circolazione sanguigna attaccando altre parti del corpo, nella maggior parte dei casi le ossa.


Prevenzione e Diagnosi

La procedura tradizionale per identificare il cancro alla prostata e' l'esame digitale rettale (DRE) che permette all’Urologo di controllare la dimensione e consistenza della prostata nelle porzioni posteriori e laterali, valutando anche rigonfiamenti e altre anomalie. L'esame e' rapido e generalmente indolore e puo' essere un buon indicatore della necessita' di test supplementari.

Il metodo diagnostico che ha rivoluzionato l’identificazione del cancro alla prostata e' un semplice esame del sangue per controllare il livello di Antigene Specifico della Prostata (PSA). Il PSA e' un enzima prodotto dalle cellule prostatiche, sia normali che cancerose. Una prostata anormale, compresa una con un cancro, avra' una maggiore secrezione di PSA. Mentre la gamma di valori normali di PSA e' tra 0.0 e 4.0 ng/ml, un livello tra 4 e 10 puo' far sospettare che il paziente abbia una cancro alla prostata. Comunque un elevato livello di PSA non indica necessariamente un cancro alla prostata. Altri fattori che possono innalzare il livello di PSA sono: infiammazione o infezione della prostata, crescita non-cancerosa della prostata (IBP), recenti cateterizzazioni o trattamenti urinari, recenti operazioni o biopsie prostatiche, calcoli nella prostata o chirurgia della vescica.

Se i livelli di DRE o di PSA indicano che il cancro potrebbe essere presente, sono indicate un’ecografia e una biopsia della prostata. Una sonda lubrificata ad ultrasuoni e' inserita nel retto e le onde sonore emesse dalla sonda forniranno immagini ecografiche della intera prostata. Le biopsie della prostata sono prelevate mediante inserzione di sottili aghi aspiranti attraverso la sottile superfice rettale. La biopsia e' il solo modo definitivo per diagnosticare la presenza di cancro alla prostata.

I seguenti criteri sono usati per definire le caratteristiche del cancro alla prostata: Grado del tumore (Punteggio di Gleason, o Gleason Score, dove all'aumentare del numero corrisponde una maggiore aggressivita' del cancro), lo stadio del tumore (A-D, dove all'aumentare del numero corrisponde una maggiore diffusione del cancro) ed il volume della prostata.


Informazioni sullo Stadio della Malattia

Una volta diagnosticato il tumore, si effettueranno altri test per appurare se cellule tumorali si siano diffuse dalla prostata a tessuti circostanti o ad altre parti dell’organismo, un processo detto stadiazione. Il medico deve conoscere lo stadio della malattia per programmare la terapia. Il tumore della prostata viene suddiviso nei seguenti stadi:

Stadio A

In questo stadio il tumore della prostata non viene avvertito e non causa alcun sintomo. E’ limitato alla prostata e di solito viene scoperto per caso, quando viene effettuato un intervento chirurgico per altre ragioni, come l’iperplasia prostatica benigna. Le cellule tumorali possono interessare una o più aree della prostata.

Stadio B

Il tumore può essere diagnosticato con una biopsia con ago aspirato, eseguita perché i risultati di un esame del sangue (il test dell’antigene specifico della prostata (PSA)) hanno rivelato un alto livello di PSA, o rilevato al tatto dal medico durante l’esame rettale, sebbene le cellule maligne siano presenti solo nella ghiandola prostatica.

Stadio C

Le cellule tumorali si sono diffuse oltre la superficie esterna della prostata (capsula) ai tessuti circostanti e in alcuni casi anche alle vescicole seminali, le ghiandole che contengono lo sperma.

Stadio D

Le cellule tumorali si sono estese a linfonodi (vicini o lontani) o ad organi o tessuti lontani dalla prostata, quali ossa, fegato o polmoni (metastasi).

Gli stadi del tumore della prostata possono venire descritti anche utilizzando i parametri T (estensione del tumore), N (grado di diffusione ai linfonodi) e M (grado di diffusione ad altre parti dell’organismo).


Le Terapie

Esistono terapie per tutti i pazienti con il tumore della prostata:

- Chirurgia (asportazione del tumore)

- Radioterapia (utilizzo di alte dosi di raggi X o altre radiazioni ad elevata energia per annientare le cellule tumorali).

- Terapia Ormonale (utilizzo di ormoni per bloccare la crescita delle cellule maligne)

- Chemioterapia (utilizzo di farmaci per eliminare le cellule tumorali)

La chirurgia, quando indicata, e’ il trattamento di scelta per il tumore della prostata. Viene generalmente eseguita su pazienti in buona salute, di età inferiore ai 70 anni, che scelgono di sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Prostatectomia radicale – Prevede l’asportazione della prostata e di parte del tessuto circostante. Ciò può essere effettuato con un’incisione nello spazio tra lo scroto e l’ano (perineo), un’operazione detta prostatectomia perineale oppure con un’incisione nell’addome inferiore, con un’operazione detta prostatectomia retropubica. La prostatectomia radicale viene eseguita solo se il tumore non si è diffuso al di fuori della prostata. Spesso, prima di eseguire la prostatectomia, si asportano chirurgicamente dei linfonodi nel bacino, per verificare se contengano cellule maligne (dissezione linfonodale pelvica). Se il tumore ha raggiunto i linfonodi, il medico generalmente deciderà di non eseguire la prostatectomia, e in alcuni casi prescriverà altri trattamenti. Per il perfezionamento delle tecniche chirurgiche , mirate al risparmio dei nervi dell’erezione e delle strutture deputate alla continenza delle urine, le complicanze dopo intervento quali impotenza ed incontinenza urinaria sono oggi molto rare e comunque trattabili in modo non invasivo.

In alcuni casi, per alleviare i sintomi di ostruzione urinaria, viene eseguita la Resezione transuretrale della prostata ,mediante apposito strumento inserito attraverso l’uretra, dotato di una ansa metallica in grado di elettroresecare la porzione ostruente della prostata.

La radioterapia si avvale di raggi X ad elevata energia per eliminare le cellule maligne e ridurre la grandezza del tumore. Le radiazioni possono provenire da una macchina esterna all’organismo (radioterapia esterna) o da materiali contenenti radiazioni (radioisotopi) immessi nell’area del tumore tramite sottili tubi di plastica (radioterapia interna). I pazienti sottoposti a radioterapia possono soffrire di disturbi dell’erezione e disturbi urinari prolungati.La maggior parte dei moderni protocolli , tra l’altro , prevede dei prolungati trattamenti con farmaci (fino a due anni) , prima del trattamento radiante.

La terapia ormonale si avvale di ormoni per bloccare la crescita delle cellule tumorali. Può essere somministrata in varie forme. Gli ormoni maschili (specialmente il testosterone) possono contribuire alla crescita delle cellule maligne. Per contrastare questo effetto, è possibile somministrare ormoni femminili o farmaci chiamati agonisti LHRH che riducono la quantità di ormoni maschili. Da segnalare gli alti costi delle terapie in oggetto. Analoghi effetti vengono d’altra parte ottenuti con l’asportazione chirurgica dei testicoli, un’operazione chiamata orchiectomia, per bloccare la produzione di testosterone. Questa terapia è generalmente utilizzata nei casi in cui il tumore è in stato avanzato. Un tipico effetto collaterale della terapia con ormoni, soprattutto in casi di uso di estrogeni, è l’ingrossamento mammario. Altri effetti collaterali che possono verificarsi dopo l’orchiectomia e altre terapie ormonali comprendono vampate di calore, impedimento delle funzioni sessuali e perdita di desiderio erotico.

La chemioterapia si avvale di farmaci per annientare le cellule maligne, assunti in pillole o per via endovenosa o intramuscolare. La chemioterapia viene definita trattamento sistemico, perché il farmaco entra nella circolazione sanguigna, si diffonde nell’organismo e può annientare le cellule maligne presenti al di fuori della prostata. Finora la chemioterapia non ha dato buoni risultati nel trattamento di questa forma tumorale, tuttavia sono attualmente in corso studi clinici per testare farmaci più efficaci.


Trattamento per stadio

La scelta della terapia dipende dallo stadio della malattia e dall’età e dallo stato di salute generale del paziente. A volte il medico ritiene opportuno aspettare ad intervenire, per seguire attentamente il decorso della malattia. Le ragioni di questa decisione possono essere l’assenza di sintomi, l’età molto avanzata, la presenza di una patologia più grave o un’anomalia delle cellule maligne particolarmente lieve. Si potrà scegliere di sottoporsi a una terapia standard, la cui efficacia è già stata confermata dalle esperienze passate, o di partecipare a uno studio clinico. La terapia standard non funziona necessariamente per tutti i pazienti e a volte comporta eccessivi effetti collaterali. Per questo motivo si disegnano gli studi clinici, al fine di identificare migliori terapie basate sulle informazioni più recenti a disposizione.

Stadio A

Si potrà scegliere tra le seguenti terapie:

- Monitoraggio accurato del decorso della malattia senza intervenire subito. Il medico può scegliere questa soluzione quando il tumore non produce sintomi o altri problemi e cresce lentamente.

- Radioterapia.

- Asportazione chirurgica della prostata e del tessuto circostante (prostatectomia radicale) con o senza nuove tecniche di preservazione dei nervi necessari per l’erezione (tecniche di nerve sparing). In alcuni casi la chirurgia viene seguita dalla radioterapia.

- Collocazione di sostanze radioattive all’interno o intorno al tumore.

Stadio B

Se il tumore è troppo piccolo per essere rilevato al tatto o con tecniche radiografiche si potrà scegliere tra le seguenti terapie:

- Monitoraggio accurato del decorso della malattia senza intervenire subito. Il medico può scegliere questa soluzione quando il tumore non produce sintomi o altri problemi e cresce lentamente.

- Radioterapia.

- Asportazione chirurgica della prostata e del tessuto circostante (prostatectomia radicale) con o senza nuove tecniche di preservazione dei nervi necessari per l’erezione (tecniche di nerve sparing). Generalmente vengono asportati anche alcuni linfonodi del bacino (dissezione linfonodale pelvica). A volte la chirurgia viene seguita dalla radioterapia.

- Collocazione di sostanze radioattive all’interno o intorno al tumore.

Se il tumore è rilevabile ed è limitato alla prostata, si potrà scegliere tra le seguenti terapie:

- Prostatectomia radicale con o senza tecniche di nerve sparing, in alcuni casi seguita da dissezione linfonodale pelvica. A volte la chirurgia è seguita da radioterapia.

- Radioterapia.

- Monitoraggio accurato del decorso della malattia senza intervenire subito. Il medico può scegliere questa soluzione quando il tumore non produce sintomi o altri problemi e cresce lentamente.

- Collocazione di sostanze radioattive all’interno o intorno al tumore.

Stadio C

Si potrà scegliere tra le seguenti terapie:

- Terapia ormonale.

- Radioterapia, a volte in combinazione con terapia ormonale.

- Asportazione chirurgica della prostata e dei tessuti circostanti (prostatectomia radicale). Generalmente vengono asportati anche alcuni linfonodi del bacino (dissezione linfonodale pelvica). A volte la chirurgia viene seguita da radioterapia.

- Monitoraggio accurato del decorso della malattia senza intervenire subito. Il medico può scegliere questa soluzione quando il tumore non produce sintomi o altri problemi e cresce lentamente.

Se il paziente non può essere sottoposto ad un intervento chirurgico o a radioterapia per curare la malattia, si potranno somministrare cure palliative (terapie per alleviare i sintomi, quali difficoltà ad urinare). In questi casi, si potrà scegliere tra le seguenti terapie:

- Radioterapia.

- Terapia ormonale.

- Resezione endoscopica del tumore per mezzo di uno strumento inserito nella prostata tramite l’uretra (resezione transuretrale).

- Collocazione di sostanze radioattive all’interno o attorno al tumore.

Stadio D

Si potrà scegliere tra le seguenti terapie:

- Terapia ormonale.

- Radioterapia.

- Radioterapia per alleviare i sintomi.

- Chirurgia endoscopica disostruttiva per alleviare i sintomi.

- Se il paziente è molto anziano o è affetto da un’altra malattia più grave, si potrà decidere di monitorare accuratamente il decorso della malattia senza intervenire. Il medico può scegliere questa soluzione quando il tumore non produce sintomi o altri problemi e cresce lentamente.

- Asportazione dei testicoli (orchiectomia).


Recidiva Tumorale

Una malattia si dice recidiva quando si ha una ricaduta dopo una terapia. Il tumore può ripresentarsi nella prostata o in un'altra parte dell’organismo.

La scelta della terapia dipende da molti fattori, tra cui il tipo di trattamento effettuato la prima volta. Se il paziente ha subito l’asportazione chirurgica della prostata (prostatectomia) e il tumore ritorna in un’area molto piccola, si potrà scegliere di somministrare la radioterapia. Se la malattia si è diffusa ad altre parti dell’organismo, probabilmente si opterà per la terapia ormonale. La radioterapia o la chemioterapia possono essere utilizzate per alleviare i sintomi, quali dolori alle ossa. Il paziente potrà anche scegliere di partecipare ad uno studio clinico di chemioterapia o terapia biologica.


Prevenzione

Sottoporsi ogni anno ad un esame digitale rettale e ad un esame del sangue con dosaggio del PSA a partire dai 50 anni. In caso di appartenenza all’etnia africana o afro-americana, o in presenza di precedenti casi di cancro alla prostata in famiglia e’ necessario iniziare i suddetti controlli fin dall’eta’ di 40 anni.